Il mondo di Ushio e Tora si ispira tantissimo alla tradizione giapponese degli Yokai (di cui già vi abbiamo parlato qui e qui) ma anche a quella dei veri e propri fantasmi. Fin dal periodo Edo i fantasmi giapponesi si sono guadagnati un vero e proprio genere letterario e teatrale conosciuto con il nome di Kaidan (alle volte Kwaidan), dai kanji Kai, strana o misteriosa apparizione, e Dan, racconto orale. Tra le opere più importanti spicca lo spettacolo Kabuki, Tōkaidō Yotsuya Kaidan di Tsuruya Nanboku IV, che nel 1825 ebbe uno straordinario successo riportando in auge il genere e guadagnandosi negli anni oltre trenta adattamenti cinematografici. Il giornalista inglese Lafcadio Hearn invece esportò questo fenomeno oltre oceano con il trattato Kwaidan: Stories and Studies of Strange Things, che racchiudeva per la prima volta numerose trascrizioni di storie di fantasmi come quella della Yuki-onna, la donna delle nevi che Ushio e Tora incontreranno proprio nelle loro avventure.

Fantasmi al cinema

Oltre alla narrazione orale e al teatro, il mondo dei fantasmi è stato portato con grande successo anche sul grande schermo fin dagli albori del cinema. Già nel 1898 furono girati i primi cortometraggi con protagonisti alcuni spiriti. Negli anni Sessanta invece il cinema dell’orrore stava avendo notevole successo grazie ad opere come Jigoku di Nobuo Nakagawa e Onibaba di Kaneto Shindo. Nel 1965 il regista Masaki Kobayashi gira Kwaidan, con cui vincerà il Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes. Il film cavalca l’onda del genere per andare oltre e continuare a raccontare il dramma della condizione umana come nell’opera precedente Harakiei del 1962. Kobayashi riesce così a girare un film sorprendente con scenografie elaboratissime e colori saturi come non mai. Un’opera che diventerà con gli anni imprescindibile per tutti gli appassionati di Giappone oltre che di cinema.

Kaidan

Un’immagine tratta dal film Kaidan di Masaki Kobayashi. Copyright degli aventi diritto

Il fantasma del palcoscenico di Takashi Miike

Molto più recente ma che conserva lo spirito del Kaidan di Kobayashi è Over Your Dead Body di Takashi Miike, opera che mette in scena la preparazione di uno spettacolo teatrale ispirato allo Yotsuya Kaidan del 1825. In pochi giorni le gelosie e le invidie degli attori si trasformeranno in un crogiolo di sesso, violenza e vendetta. Il film di Miike si affianca proprio all’opera di Kobayashi del 1965 grazie a delle scenografie eccezionali, che vanno a creare uno spazio teatrale dalle dimensioni variabili che confonde lo spettatore e arrivando sapientemente a sovrapporre la realtà narrativa con quella dello spettacolo.

Over your dead body

Le scenografie teatrali di Over your Dead Body di Takashi Miike. Copyright degli aventi diritto

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