Gli yokai sono spiriti sovrannaturali della mitologia giapponese. Da sempre presenti nella tradizione del Sol Levante sono stati raffigurati in migliaia di modi e stili diversi nel corso dei secoli. L’artista Toriyama Seiken negli anni settanta del XVIII secolo ha illustrato numerosi trattati dedicati agli yokai segnando profondamente l’immaginario legato ad essi nei secoli successivi. Ti presentiamo cinque yokai tra quelli più conosciuti.

Tenome

Probabilmente hai visto Il Labirinto del Fauno di Guillermo Del Toro. In una scena la protagonista deve rubare un pugnale nella tana di un mostro, un essere con degli occhi al centro delle mani. Ecco il Tenome è molto simile a quel mostro. Nella tradizione sono molte le storie legate ad esso, una in particolare racconta di un mendicante cieco che, ucciso da un bandito, torna per vendicarsi guadagnando un nuovo paio di occhi proprio sui palmi delle mani.

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Kappa

Quasi sicuramente uno degli yokai più conosciuti. Le sue sembianze ricordano una sorta di incrocio tra una scimmia e una tartaruga, con un becco e in cima alla testa un buco che riempie d’acqua con una sorta di piattino. Nel Buddismo giapponese sono caratterizzati dall’enorme voracità, ecco perché il personaggio di Sha Wujing nella versione giapponese del poema epico cinese Viaggio verso l’ovest viene rappresentato da un Kappa. Ed ecco perché il personaggio di Gojyo nell’anime Saiyuki viene chiamato proprio con quell’appellativo da Son Goku.

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Tengu

Altro yokai molto conosciuto. Esistono due versioni di questo spirito: la prima e più antica le vede più simile ad un uccello antropomorfo con un grosso becco, in seguito le sue raffigurazioni lo dipinsero come un enorme essere dalle fattezze umane con il viso rosso ed un lungo naso (come quello di Usop in One Piece per intenderci) al posto del becco e due grandi ali. Questo yokai è spesso associato alla vanità e all’orgoglio poiché nel XIII secolo si credeva che essi nascessero dai fantasmi di persone estremamente arroganti.

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Kasa-obake

Il buffo Kasa-obake ha le sembianze di un ombrello di carta che saltella in giro sulla sua unica gamba. Oltre alla gamba che ha un aspetto umano ha anche un unico occhio, una lunga lingua e due braccia, ma queste non appaiono in tutte le sue rappresentazioni. Spesso infestano le case abbandonate ma non sono particolarmente pericolosi. Secondo alcune tradizioni gli oggetti yokai dopo cento anni di esistenza sono pronti per ricevere un’anima umana.

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Oni

Il termine Oni indica degli yokai dall’aspetto simile a quello di un orco o di un troll. Sono spesso rappresentati come enormi umanoidi con denti affilati, delle corna in testa e una carnagione rossa o blu e di solito impugnano una mazza metallica detta kanabo. Un tempo l’Oni era rappresentato come uno spirito invisibile che causava morti e disastri ma nei secoli, con il guadagnare d’importanza della religione buddista in Giappone, ha preso molto del suo aspetto dal dio Emma-ten, guardiano degli inferi, e dai suoi servitori, ecco perché viene spesso paragonato ai diavoli occidentali.multi-eyed_oni

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